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Sardegna

Le rocce più vecchie d'Italia, e un canyon dentro

Niente vulcani, niente terremoti, e coste che cambiano faccia ogni cinquanta chilometri.

La Sardegna è un frammento di un continente antico, staccato dalla Provenza e ruotato fino alla posizione attuale fra venti e quindici milioni di anni fa. Il suo basamento è di granito e scisti del Paleozoico, e cioè di roccia che aveva già centinaia di milioni di anni quando le Alpi non esistevano. Da questo dipende quasi tutto il resto.

La grotta di Nettuno, dentro la falesia di Capo Caccia

Le montagne

Il Gennargentu è il massiccio centrale e arriva a 1.834 metri con Punta La Marmora: non è alto, ma è vasto e spoglio, coperto di pascoli e di macchia. Attorno gli sta il Supramonte, un altopiano calcareo bucato da grotte e tagliato da gole, che scende a picco sul golfo di Orosei. La gola di Gorropu, fra Urzulei e Orgosolo, ha pareti alte fino a quattrocento metri ed è una delle più profonde d'Europa.

Il calcare e le grotte

Dove c'è calcare l'acqua ha scavato: il sistema di grotte sardo è fra i più ricchi d'Italia. La grotta di Nettuno sotto Capo Caccia si raggiunge dal mare o per una scalinata di seicentocinquantaquattro gradini scavata nella falesia; la grotta del Bue Marino, sul golfo di Orosei, era l'ultimo rifugio italiano della foca monaca.

Le coste

Milleottocentonovantasette chilometri, più di qualunque altra regione italiana. A nord la Gallura è fatta di graniti scolpiti dal vento; a est le falesie del golfo di Orosei scendono dritte nell'acqua e alcune cale si raggiungono solo in barca o a piedi; a ovest e a sud ci sono dune, stagni e spiagge lunghe chilometri, alcune di quarzo bianco come Is Arutas.

L'interno

Fra le montagne e le coste stanno gli altopiani: la Giara di Gesturi con i suoi cavallini semibradi, il Sarcidano, la Planargia. Sono zone di basalto e sughere, con pochissime persone e moltissime pecore: l'isola ne ha circa tre milioni, quasi la metà di tutte quelle italiane.