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Sardegna

Una processione di quattrocento chilometri

Le feste sarde sono vecchie, lunghe e prese molto sul serio.

In Sardegna le feste non sono spettacoli ricostruiti: sono voti, gare e riti che nessuno ha mai smesso di fare. Il calendario è pieno tutto l'anno, ma i due appuntamenti maggiori cadono in primavera, prima che comincino i mesi dei campeggi.

Sant'Efisio

Il primo maggio Cagliari porta la statua di Sant'Efisio da Cagliari a Nora e ritorno: quattro giorni, un centinaio di chilometri, e un corteo con migliaia di persone in costume da tutta l'isola e centinaia di traccas, i carri trainati dai buoi. Il voto risale al 1657, quando la città chiese la fine della peste, e non è mai stato interrotto.

La Sartiglia

A Oristano, l'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso, i cavalieri mascherati corrono verso una stella appesa a un filo e cercano di infilarla con la spada: da quante stelle si prendono si trae l'auspicio per il raccolto. Il capocorsa viene vestito in pubblico e non deve più toccare terra finché non ha corso.

Le altre

La Cavalcata Sarda a Sassari, la penultima domenica di maggio, mette in fila i costumi di tutta l'isola. L'Ardia di Sedilo, il sei e il sette luglio, è una corsa a cavallo intorno a un santuario, veloce e senza regole scritte. A Sassari il quattordici agosto c'è la Faradda di lì candareri, i candelieri di legno portati a spalla, patrimonio Unesco.

L'autunno

Da settembre a dicembre c'è Autunno in Barbagia: ogni fine settimana un paese diverso apre le case, i cortili e le botteghe, e si mangia e si guarda lavorare. È il modo migliore per vedere l'interno dell'isola, e cade quando i campeggi della costa hanno già chiuso.